karate e kobudo


okinawa L'arcipelago di Okinawa è composto da molte piccole isole ciascuna con un bellissimo panorama, un'unica cultura e una sua storia. Nel XII secolo Okinawa venne divisa in molte regioni, ognuna governata da leggi proprie e con un gusuku (castello) costruito appositamente per controllare i villaggi limitrofi. Più tardi queste regioni si riunirono in tre regni principali. Nel 1429, re Sho Hashi unì queste tre potenze creando il regno delle Ryukyu. Dal XIV al XVI secolo, periodo conosciuto come l'epoca d'oro del commercio, il regno delle Ryukyu si sviluppò come centro di scambi commerciali tra la Cina e gli altri paesi vicini. I viaggi per mare erano necessari al commercio, ma i marinai di Okinawa erano costantemente minacciati dai pirati del mare e dai banditi in terra straniera. Per salvaguardare la propria incolumità, gli Okinawesi svilupparono un Bujutsu (arte marziale). Da questo sfondo storico un'unica forma di Okinawa Karatè (anticamente chiamato ti) e di Okinawa Kobudo sono stati inventati e sistematizzati. Le relazioni tra Okinawa, Cina ed altri paesi sud-est asiatici hanno aiutato a sviluppare e perfezionare queste antiche arti di difesa nella forma che conosciamo tutt'oggi. Durante il periodo del regno Ryukyu, il karatè sviluppato e praticato nella regione di Shuri venne chiamato Shuri-te. La tecnica di difesa che si sviluppò nel centro commerciale di Naha fu chiamato Naha-te e la combinazione di entrambi fu chiamato Tomari-te da Tomari, località situata tra Naha e Shuri. In ciascuna regione, famosi bujin (esperti in tecniche di auto-difesa) svilupparono questa tradizione e la trasmisero ai loro discendenti. Questa tradizione continua anche oggi. Sia il Karatè che il Kobudo vennero proibiti dai nobili, le loro tecniche vennero tenute segrete; e nessuna opera su questi argomenti è mai stata scritta. La tecnica di individuali bujin è stata tramandata ai discendenti per mezzo di insegnamenti diretti e trasmissioni verbali. Dopo che Okinawa è stata ufficialmente incorporata come prefettura del Giappone, nuove leggi hanno tolto il velo di segretezza a queste discipline, ed il sistema di istruzione dell'era Meiji (1868-1912) ha adottato il Karatè ed il Kobudo come parte del programma di educazione fisica nelle scuole. Da allora il Karatè ed il Kobudo sono stati dimostrati pubblicamente e durante l'era Taisho (1912-1926) sono state introdotti nelle isole maggiori del Giappone. Durante l'era Showa (1926-1988) si sono diffusi nel resto del mondo. Dopo la seconda guerra mondiale (1945), il karatè di Okinawa si è diviso in tre stili principali: Goju-Ryu, Shorin-Ryu e Uechi-Ryu. Attualmente ci sono molti ryuha (stili) e kaiha (associazioni) con i loro diversi stili e tecniche; il Karatè e il Kobudo di ciascun ryuha e kaiha hanno i propri kata (esercizi formali) dai quali derivano logicamente tutte le tecniche di attacco e di difesa. Il rigoroso allenamento sviluppa prestanza fisica e mente acuta, contribuendo così al benessere della società. Il Karatè ed il Kobudo hanno fortemente influenzato l'educazione. Possono essere praticati come sport o usati come arti di autodifesa. I diversi elementi e le caratteristiche che hanno reso il Karatè ed il Kobudo popolari in tutto il mondo hanno instillato l'ispirazione nei cuori di milioni e milioni di persone. Oggi possiamo dire che il Karatè ed il Kobudo rappresentano il dono di Okinawa al mondo intero. KARATÈ PER BAMBINI - Il corso è tenuto dall'insegnante Aloisi Fulvia (cintura nera 4° dan), con diploma del C.O.N.I. specifico per l'insegnamento ai bambini dai 6 ai 12 anni, laureanda presso la facoltà di Scienze delle attività motorie e sportive dell'università di Verona. Il Karatè sviluppa le capacità motorie di base ed infonde ai bambini sicurezza e serenità. L'agonismo non viene esasperato ed in un ambiente quieto e spensierato il bambino ha modo di studiare, sotto forma di gioco, le antiche tecniche di questa meravigliosa disciplina.

QUALE KARATÈ?

KARATÈ TRADIZIONALE (o CLASSICO): È il karatè di Okinawa insegnato in maniera ortodossa (Junbi Undo, Hojo Undo, Kihon, Kata e Bunkai) in uno degli stili tradizionali dell'isola: Goju, Uechi, Shorin (varie forme), ecc.
KARATÈ MODERNO: È il karatè giapponese. Le tecniche classiche state spesso modificate nettamente e gran parte del bagaglio tecnico originale (soprattutto il bunkai) non è conosciuto.
KARATÈ SPORTIVO (o Karate*): Poche tecniche (circa il 5%) vengono insegnate e praticate esclusivamente per le competizioni. I Kata modificati per la gara vengono eseguiti in maniera robotica e il loro significato originale non è conosciuto. Una minima parte dei praticanti di Karatè si dedica a questa nuova disciplina in cui le regole di gara sono spesso incomprensibili al pubblico.

* La scelta di scrivere Karatè con l'accento (peraltro supportata dal correttore di Word) nasce dall'intenzione di preservare la pronuncia originale che prevede, per l'appunto, che l'accento cada sull'ultima vocale. Così i giapponesi, dato che il termine è loro, pronunciano questa parola. Purtroppo in Italia, negli ultimi anni, qualcuno ha trasmesso la convinzione, inesorabilmente errata, che questa parola si pronunci: carate. Tale convinzione non ha alcun supporto linguistico e culturale!